Il giorno del Fiandre con i sedici muri e quattro fuoriclasse

Scritto il 05/04/2026
da Pier Augusto Stagi

Per la prima volta nella classica Pogacar, Evenepoel, Van der Poel e Van Aert

Sedici muri e quattro fuoriclasse. Quattro prodigi del ciclismo estremo che rotoleranno sulle pietre del Fiandre edizione numero 110. Corridori rock che battono il tempo, il vento e il pensiero unico, quello statico e stantio del tatticismo, quello che per anni ha mortificato il ciclismo dell'altro ieri e che oggi è solo un brutto ricordo.

Musica per le nostre orecchie, come quello del carbonio che vibra, grida e stride sui muri della Ronde, la corsa più amata dai belgi. Corsa di paese, che coinvolge una nazione, che si fa religione, happening e festa popolare: se è poi cade nel dì di Pasqua, per loro è davvero Natale.

Primo atto della campagna del Nord: 278 chilometri costellati da 16 muri, la maggior parte in pavé e nella seconda parte di gara. Il più iconico resta il Vecchio Kwaremont, da affrontare tre volte: la prima a metà strada, le altre due in abbinamento col terribile Paterberg, a 50 e 13 chilometri dal traguardo.

Si parte da Anversa, per arrivare a Oudenaarde come accade da oltre un decennio. Nessuno è mai andato oltre i tre successi. Ci sono riusciti in sette: i locali Buysse, Leman, Museeuw e Boonen, lo svizzero Cancellara, l'olandese Van der Poel e il nostro leone delle Fiandre, Fiorenzo Magni, unico a farlo in tre edizioni consecutive. Undici le vittorie italiane, l'ultima con Bettiol nel 2019.

Sedici muri, per i fabfour del ciclismo mondiale, che per la prima volta in una classica Monumento si trovano a correre tutti assieme: Tadej Pogacar, Mathieu van der Poel, Wout van Aert e Remco Evenepoel, quest'ultimo solo mercoledì ha annunciato la sua partecipazione, anche se è da mesi che è sul pezzo, che si allena sulle strade di casa in incognito, con maglia nera, per tenere a bada i media, che dalle sue parti si annidano anche fuori casa per ore, pur di strappargli una battuta.

Sarà il quarto incomodo, oltre all'eterno secondo, Wout van Aert, che spera per una volta di sfruttare l'acerrima rivalità tra quei tre. Anche se tutte le attenzioni saranno per quei due, i soliti noti: Tadej Pogacar che insegue il tris per la leggenda e continuare così a coltivare il sogno di vincere tutte e cinque le Monumento nella stessa stagione come nessuno mai, e l'olandese volante Mathieu Van der Poel, che insegue il poker mai riuscito a nessuno.

È una sfida stellare, tra quattro prodigi del pedale. "Il favorito? Tadej. È praticamente certo il suo terzo successo. A meno che non gli taglino le gambe prima di domenica", ha detto il tre volte campione del mondo Peter Sagan. Senza Ganna, che è già con la testa sulla Roubaix di domenica prossima, l'Italia del pedale si affida ad Alberto Bettiol, Luca Mozzato (2° nel 2024) e l'eterno Matteo Trentin, alla sua quattordicesima partecipazione in carriera (miglior risultato, 10° nel 2023).

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