Il Pd dà lezioni di voto islamico: il video

Scritto il 21/05/2026
da Francesco Boezi

Scuole coraniche sì ma anche scuole di voto. Succede che a Venezia, dove il Partito democratico presenta ben sette persone di fede musulmana alle Amministrative, i candidati istruiscano, fac-simile alla mano, la comunità islamica. Sono le candidate alla municipalità di Marghera Begum e quella alla municipalità di Zelarino Nisha a spiegare dove apporre la X, in base alla scheda e al suo colore, ai tanti residenti in laguna originari del Bangladesh. «Bisogna comunque sbarrare il Pd, perché il Pd è il nostro partito...e poi scriviamo il nome». Qualche utente, sotto il video-social, ironizza: «Potevate anche non specificare il partito...».

La scena, pubblicata da Welcome to Favelas, è solo l’apice di una campagna elettorale condotta sulla scia di un’ondata musulmana nelle liste di sinistra. E che era iniziata con i volantini che invitavano a votare «in nome di Allah». Del resto, tra Venezia e Mestre risiedono circa 30mila musulmani. Di questi, più o meno 15mila sono di origine bengalese. Un bacino elettorale che il partito guidato da Elly Schlein non ha intenzione di farsi sfuggire.


Durante le settimane di campagna elettorale, i sette candidati del Pd ha seguito una strategia precisa. Sono stati organizzati incontri elettorali tra soli uomini o adunate per presentare tutti e sette i candidati. I punti del programma elettorale sono già emersi: la costruzione di una grande moschea a Mestre, di un monumento commemorativo per gli eroi nazionali del Bangladesh, di un cimitero islamico e di un campo da cricket negli spazi inutilizzati dei parchi lagunari. Il centrodestra, che sostiene come candidato sindaco il civico Simone Venturini, è contrario a ogni punto programmatico.