Gli addetti ai lavori lo considerano, a ragion veduta, come uno dei più grandi (se non Il) tennisti sulla superficie della terra rossa. Rafael Nadal, che fra un po’ compirà 40 anni, racconta alcuni aneddoti della sua carriera e della sua vita personale visto che il prossimo 29 maggio uscirà su Netflix, in anteprima, la serie “Rafa”.
I problemi fisici
In una lunga intervista rilasciata al quotidiano sportivo spagnolo Marca, Nadal si apre completamente raccontando qualcosa sconosciuta a tutti. I problemi fisici del maiorchino erano noti, certo, ma non molti dettagli. “Ci sono stati molti giorni in cui ho discusso con il mio fisioterapista sul fatto che dovessi prendere o meno degli antinfiammatori. Ed era lui che li aveva, e io glieli chiedevo e lui me li dava. Ed era lui che se ne occupava”, racconta. Un giorno, però, è stato lui a prendere in mano la situazione decidendo se e quando prenderli. E praticamente non se ne accorsero nemmeno. Semplicemente perché, ovviamente, era imbarazzante doverlo chiedere tutto il giorno sapendo che l’altra persona non era d’accordo”.
“Ho l’intestino perforato”
Qui, poi, racconta un passaggio importante e delicato. “Ho due perforazioni intestinali a causa dell'assunzione di troppi antinfiammatori. Ma se non fosse stato per questo, la mia carriera sarebbe stata completamente diversa”. Il vincitore di ben 14 Roland Garros, a un certo punto della sua carriera, ha dovuto chiedere l’aiuto di una psicologa perché non era più in grado di controllare al meglio le sue emozioni in campo, durante le gare. “Una cosa è non riuscire a controllare le mie emozioni o la situazione sul campo da tennis, un'altra è dover andare a fare passeggiate con una bottiglia d'acqua quando sono fuori dal campo perché altrimenti rischio di soffocare con la mia stessa saliva. Così ho pensato: beh, ho un problema, devo consultare uno specialista. Sono andato da una psicologa , e lei mi ha spiegato cose che già sapevo. Era assolutamente razionale”. Grazie ad alcuni farmaci, Nadal è poi migliorato nel corso dei mesi.
Dove può arrivare Sinner
Intervistato, poi, anche dalla Gazzetta dello Sport, il focus si è spostato maggiormente sull’attualità. Un numero uno del mondo, Jannik Sinner, che ha già infranto i record di Masters 1000 vinti consecutivamente (ben sei) e il rivale spagnolo Carlos Alcaraz, adesso fermo per un infortunio al polso, sono i due players che in questo momento non hanno davvero rivali.
“Ciò che sta facendo è qualcosa di molto, molto difficile, ha una costanza tremenda - afferma parlando di Jannik - Dopo l’Australia ha perso solo una volta, ha una serie di vittorie consecutive impressionante. Ripeto, il successo continuato è qualcosa di molto complicato da ottenere, per cui massima ammirazione per ciò che fa e per come lo fa”. Alla domanda su dove potrà arrivare, Rafa è altrettanto chiaro. “La vita. Sarà la vita a decidere quale sarà il suo tetto. La sua personalità, la sua motivazione, il suo corpo, cose che non si possono prevedere nel futuro. E poi vedremo i rivali. Al momento sembra che ne abbia solo uno che è Carlos (Alcaraz, ndr), gli altri sono lontani e questo mentalmente ti permette di affrontare tutto con maggior tranquillità, poi il tempo ci dirà. Immagino che appariranno altri rivali che gli creeranno delle difficoltà, vedremo”.
A proposito di Alcaraz che ha dato forfait anche da Wimbledon, Nadal spiega che l’infortunio al polso, sebbene di una certa gravità, non dovrebbe compromettergli la carriera. “No. È una lesione che io ho patito anche due o tre volte. La supererà e recupererà al 100%, ma è un malanno che ha bisogno di tempo per essere curato, ed è un peccato che Carlos si perda tutti questi tornei che sono belli, storici e importanti come Wimbledon, Roland Garros, Montecarlo, Madrid, Barcellona e Roma”.

