L'Assemblea nazionale di +Europa del 18 maggio ha respinto, con 53 voti contrari e 40 favorevoli, la proposta di bilancio consuntivo relativo all'anno scorso presentato dalla tesoriera Carla Taibi.
Il segretario Riccardo Magi e il vicepresidente vicario dell'assemblea del partito Michele Di Lorenzo si sono, infatti, opposti alla richiesta dell'ex segretario Benedetto della Vedova e del presidente di +Europa Matteo Hallissey di rinviare la votazione.
"Il vice presidente vicario non ha voluto procedere alla elezione del nuovo presidente in sostituzione della precedente presidente - ha spiegato Della Vedova al Giornale - che si è dimessa settimane fa, contravvenendo a quanto previsto dallo statuto. Una forzatura non accettabile; purtroppo non la prima". Ma non solo.
"Nonostante la reiterata richiesta della maggioranza dei membri dell'Assemblea di rinviare la seduta o almeno di rinviare il voto sul Bilancio, la presidenza ha deciso di procedere comunque al voto di approvazione del bilancio stesso, con il risultato che l'esito del voto è stato quello di una bocciatura", ha aggiunto l'ex segretario che descrive questa forzatura come "un grave errore" perché era chiaro che il bilancio non sarebbe stato approvato. La votazione, infatti, si è conclusa con 53 voti contrari e 40 a favore.
"È evidente che il segretario non ha più la maggioranza del partito, dato che quella del 18 è la seconda assemblea consecutiva in cui va sotto. Credo che a questo punto l'unica via d'uscita sia un nuovo congresso, la cosa più saggia da fare", conclude Della Vedova secondo cui nulla è "irreparabile", ma si aspetta che venga convocata al più presto una nuova assemblea che, "come da Statuto", elegga un nuovo presidente e, poi, approvi il bilancio come previsto dalla legge.
Il tempo rimasto a disposizione è poco: +Europa dovrà eleggere il nuovo presidente dell'Assemblea entro un mese così da poter depositare il bilancio approvato presso la Commissione parlamentare di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. Tutto lascia presagire che, se non dovesse ricomporsi la frattura tra le due anime del partito, il Congresso diventerebbe inevitabile. Un mese fa, infatti, oltre a esser stata bocciata la mozione di Magi, ne era passata un'altra che chiedeva esplicitamente l'azzeramento degli organi dirigenti e la convocazione di un nuovo congresso.
La minoranza, dopo il voto di pochi giorni fa, è ormai divenuta maggioranza. Il segretario Magi "si oppone testardamente" a ogni ipotesi di congresso anticipato, anche se questa appare ormai l'unica strada percorribile. Una strada che potrebbe mettere in discussione anche la permanenza di +Europa nel campo largo.
"La mozione mi è sembrata una mossa un po' pretestuosa, solo per mettere pressione ai vertici del partito - aveva detto Magi a Pagella Politica dopo la sconfitta di un mese fa -. Non so se dietro a questa operazione ci sia la voglia di aprire una discussione sui temi e le alleanze, oppure la volontà di qualcuno di scalare il partito".

