Flotilla boys bendati e in ginocchio. Ben Gvir li deride: qui noi padroni

Scritto il 21/05/2026
da Francesco De Remigis

Il ministro della Sicurezza israeliano con la bandiera: "Benvenuti, non siete eroi ma sostenitori del terrorismo". Pure il governo di Tel Aviv lo scomunica: "Che errore"

È cresciuta rapidamente l'indignazione internazionale a partire dai Paesi europei per il video diffuso ieri dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir sui social. Le immagini immortalano l'esponente dell'ultra-destra e leader del partito nazionalista religioso Otzma Yehudit mentre irride gli attivisti della Sumud Flottilla, arrestati e riuniti in un hangar: in ginocchio, ammanettati, faccia a terra. Tra loro anche 29 italiani. Fermati tutti il giorno prima a largo delle coste di Gaza e portati ieri in Israele. Infine protagonisti loro malgrado di un «set cinematografico» di umiliazioni e maltrattamenti presso una struttura nel porto di Ashdod.

Dopo essere stati smistati come bestie, i 426 attivisti, di 39 nazionalità, sono finiti nel «girato» sotto lo sguardo compiaciuto di Ben Gvir. Dal mare aperto alle mani legate: tra le risate del ministro. «Hanno subito abusi, molestie sessuali e sono stati feriti», fanno sapere i loro legali. Sotto il titolo «Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo» il mondo ha visto come sono stati trattati, alzando la voce come mai prima. Sdegno unanime, anche dall'ambasciatore Usa: «Ben Gvir ha tradito la dignità della sua nazione. Atti spregevoli», ha scritto su X, Mike Huckabee.

Gli attivisti erano partiti giovedì dal distretto turco di Marmaris per sfidare il blocco israeliano: un'operazione umanitaria dai contorni politici che ha innescato il blitz. Prevedibile, ma non nelle estreme conseguenze. Prima in acque internazionali a circa 250 miglia dalle coste di Gaza: con gommoni d'assalto che hanno preso il controllo dei mezzi della Sumud trascinando tutti sulla terraferma a bordo di una nave cargo. Poi in un hangar. Fino al cortocircuito che ha scosso il governo israeliano dalle fondamenta. Perfino il premier Netanyahu ha provato a smarcarsi da Ben Gvir tenendo il punto «politico». Israele, sostiene, «ha il diritto di impedire alle flottiglie di sostenitori di Hamas di raggiungere Gaza». Ma il modo «non è in linea con i valori di Israele». Poi, da «Bibi», le istruzioni per «espellere i provocatori».

Il video di Ben Gvir inizia con un'attivista che grida «Palestina libera», prima d'esser spinta a terra e trascinata via. Il titolare della Sicurezza avanza, sventola una bandiera israeliana, grida «Benvenuti in Israele, siamo i padroni». Un'altra immagine mostra gli arrestati sul ponte di una nave mentre l'altoparlante diffonde l'inno nazionale; altre, Ben Gvir dire «così dev'essere», davanti a un uomo immobilizzato. Tra corpi bendati e in ginocchio, il ministro esulta: «Sono arrivati con orgoglio, e guardate ora: niente eroi, sono sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli a lungo, li mettiamo nelle carceri dei terroristi». E davanti al pianto di una donna rasserena gli agenti. «Non lasciatevi turbare dalle urla, ottimo lavoro».

Poche ore e scatta la reazione delle cancellerie Ue. Sotto choc per il video. «Qualunque cosa si pensi di questa Flotilla, il comportamento (degli agenti e di Ben Gvir, ndr) è inammissibile», taglia corto il ministro degli Esteri francese Barrot, che segue l'Italia e convoca l'ambasciatore; la Spagna annuncia che chiederà all'Ue di sanzionare Ben Gvir; la Gran Bretagna «sconvolta» chiede spiegazioni. «Preoccupata» la presidente irlandese Connolly che ha la sorella tra gli attivisti. «Positivo sentire voci israeliane denunciare l'accaduto», nota la diplomazia tedesca. La bufera si sposta alla Knesset, il Parlamento israeliano, dove Ben Gvir punta il dito sul collega degli Esteri Sa'ar, smarcatosi dall'accaduto: «È una vergogna che chini la testa, pensavo che avesse imparato qualcosa dal 7 ottobre». Le mie immagini? «Motivo di orgoglio». Dalla Turchia alla Grecia alla Corea del Sud condanne senza appello. E la Commissaria Ue alla gestione delle emergenze Lahbib rilancia il video: «Gli attivisti non sono criminali, portano pane a chi ha fame».