Il missile da crociera supersonico BrahMos sta attirando l’attenzione di numerosi Paesi asiatici, mentre cresce in tutto il continente l’interesse per sistemi d’arma non occidentali. Il Vietnam è entrato ufficialmente in trattative avanzate con l’India per un possibile accordo da circa 700 milioni di dollari, durante la visita del presidente vietnamita To Lam a Nuova Delhi, dove ha incontrato il primo ministro Narendra Modi e il ministro della Difesa indiano Rajnath Singh. Se l’intesa andasse in porto, Hanoi diventerebbe il terzo Paese ad acquistare il sistema, dopo le Filippine, che nel 2022 hanno firmato un contratto da 375 milioni di dollari, e l’Indonesia, che a marzo ha avviato un accordo da almeno 340 milioni.
Cresce l’interesse per il missile BrahMos
Secondo funzionari indiani, le discussioni con il Vietnam sarebbero in fase avanzata e l’interesse internazionale è in crescita, con almeno una quindicina di altri Paesi che avrebbero manifestato attenzione verso il sistema.
Come riportato dal South China Morning Post, il successo del BrahMos è legato alla sua reputazione operativa e alla percezione rafforzata dopo il suo impiego in combattimento. Il missile ha fatto il suo debutto sul campo durante l’“Operation Sindoor” del maggio 2025, nell’ambito delle operazioni militari indiane contro obiettivi in Pakistan dopo un attacco militante nel Kashmir amministrato dall’India che aveva causato almeno 26 vittime civili.
L’utilizzo in guerra ha modificato la percezione internazionale del sistema, che prima era considerato principalmente un asset strategico destinato all’impiego interno. La capacità di penetrare difese aeree attive ha rafforzato la credibilità del BrahMos come strumento di deterrenza. Il missile vola a velocità superiori a Mach 3, rispetto ai circa Mach 0,8 del Tomahawk statunitense, riferimento globale per i sistemi subsonici. Questa velocità, combinata con un profilo di volo a bassa quota, riduce i tempi di reazione delle difese nemiche e rende l’intercettazione particolarmente complessa, soprattutto in caso di lanci multipli. Come detto, la dimostrazione sul campo del missile ha accelerato l’interesse dei Paesi del Sud-Est asiatico, che vedono nel sistema uno strumento per rafforzare la propria deterrenza.
Un asset strategico
Il crescente interesse internazionale è legato anche alla struttura industriale del programma. Il BrahMos è il risultato di una joint venture tra l’Organizzazione indiana per la ricerca e lo sviluppo della difesa (DRDO) e la russa NPO Mashinostroyeniya, con una quota di maggioranza indiana del 50,5%.
Questa configurazione lo colloca al di fuori delle catene di fornitura occidentali e senza vincoli politici legati alla Nato, un elemento che molti governi considerano strategico in un periodo di incertezze sulle alleanze globali. Il sistema è utilizzabile da piattaforme terrestri, navali e aeree, e adotta la modalità “fire-and-forget”, che non richiede interventi dell’operatore dopo il lancio. È inoltre in sviluppo una variante ipersonica.
Nel 2025-26 BrahMos Aerospace avrebbe registrato ricavi per 620 milioni di dollari, con contratti di esportazione per 480 milioni, contribuendo a un record delle esportazioni di difesa indiane pari a 4,6 miliardi di dollari, in crescita del 62,6% su base annua.
Oltre a Vietnam, tra i Paesi interessati figurano Thailandia, Singapore, Brunei, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Brasile, Cile, Argentina e Venezuela. Per Nuova Delhi, il successo del BrahMos rappresenta non solo un’opportunità commerciale, ma anche un passaggio strategico da importatore a esportatore di sistemi avanzati.

