"Ho ammazzato tua figlia". Quando Sami Khemaies, 38 anni, invia il messaggio alla suocera, la moglie Luigia Fortunato, 33 anni, è già cadavere. Uccisa con una decina di coltellate al termine di una lite furiosa per la gestione del figlio di 7 anni. I primi ad allarmarsi sono i vicini quando vedono l'uomo barcollante in strada con i vestiti pieni di sangue. "Farneticava, all'inizio non si capiva quello che diceva. Poi la frase che ci ha fatto capire tutto: L'ho uccisa io", raccontano. Subito dopo il 38enne sale in macchina, si presenta in caserma, a Porto Recanati, Macerata, e confessa il delitto. Via Bramante 194, Loreto, provincia di Ancona.
Sono le 22 di giovedì. Una giornata maledetta. Il bambino è a casa della nonna materna. Luigia e Sami discutono proprio sul futuro del bambino. Sposati nove anni fa ma separati da tempo, i due vivevano sotto lo stesso tetto pur conducendo vite differenti. Cameriera poi operaia lei, manovale a giornata lui. La donna, originaria di Cerignola nel foggiano, da anni si era trasferita nelle Marche. Qui si era sposata e qui aveva messo al mondo il figlio. Entrambi innamorati di quel ragazzino di 7 anni tanto che avevano deciso di restare a vivere nello stesso appartamento per il suo bene. Nessuno può dire cosa è scattato l'altra sera. Certo è che Sami non ci ha pensato due volte prima di afferrare un coltello e accanirsi sull'ex moglie. Quando i carabinieri entrano nell'appartamento, la vittima è riversa nel corridoio, supina, priva di vita. Per il medico legale la morte è stata causata dalle profonde ferite inferte tutte in organi vitali. Sami, personaggio già noto alle forze dell'ordine assistito dall'avvocato Simone Matraxia, davanti al pm della Procura di Ancona, Rosario Iannello, e al colonnello Gianluca Ciglio della compagnia di Osimo, ammette tutto, confessando in pieno l'assassinio. Verrà fermato nella notte con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e portato in carcere di Ancona Montacuto in attesa dell'udienza di convalida. Sul posto fino a ieri gli uomini della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Ancona. Mentre l'appartamento è stato posto sotto sequestro, la salma dell'ennesima vittima di femminicidio, la 34esima in Italia dall'inizio dell'anno, è stata portata all'Istituto di Medicina legale del policlinico Umberto I Torrette, di Ancona.
Nei prossimi giorni il sostituto procuratore affiderà l'incarico per l'esame autoptico. Per il momento il bambino è stato affidato alla nonna. L'arma è stata trovata sulla scena del delitto e inviata al Ris per le analisi e comparazioni genetiche. Una comunità sotto choc, quella del paese famoso per il culto mariano, tanto che il sindaco, Moreno Pieroni, per il giorno dei funerali ha già proclamato lutto cittadino. "Vedere lo strazio dei familiari è stata una cosa drammatica", racconta.

