Modena in questi giorni è al centro delle cronache per l’attentato subito sabato pomeriggio in pieno centro, dove Salim El Koudri ha lanciato la sua auto alla massima velocità sui pedoni, ferendone 8, di cui 4 in modo grave. Tanti gli interrogativi attorno al suo gesto e mentre gli investigatori continuano a indagare per capire cosa sia accaduto e perché è arrivato a tanto, in città i sentimenti sono diversi. Solo ieri un cittadino ha provato a togliere un Tricolore che è stato posto sul luogo dello schianto, per sottolineare che “l’Italia non è morta”, come ha dichiarato il modenese che per primo ha fermato il 31enne, prendendosi pure delle coltellate. È stato insultato dai presenti, ha rivendicato la propria “libertà di espressione” e sono intervenuti i carabinieri.
In serata, invece, alcuni antagonisti sono arrivati allo scontro con la polizia perché secondo loro un presidio di Forza Nuova, fino a quel momento pacifico, era provocatorio. Roberto Fiore e Luca Castellini, leader del partito di destra radicale, hanno chiamato una manifestazione “al fianco del popolo modenese” nel segno del fallimento “tragico dell’esperimento multirazziale”. Hanno partecipato una manciata di persone ma agli esponenti della sinistra radicale in città questo presidio ha dato fastidio e così hanno cercato il contatto fisico, evitato dalla presenza della polizia in assetto antisommossa, che hanno disperso i facinorosi. Il presidio di Forza Nuova è stato contestato anche ore prima rispetto alla manifestazione da una contromanifestazione della Cgil: “Non servono i piromani che calano in città per soffiare sul fuoco dell’odio e della paura”.
La città si trova ora divisa tra due fazioni. Da una parte ci sono quelli che chiedono di non sottovalutare il fenomeno della mancata integrazione, dall’altra quelli che sono convinti vada tutto bene e che si sia trattato di una disgrazia senza particolari motivazioni. Una tesi, questa, alla quale per il momento non sembra credere nemmeno chi indaga, viste le indagini che si stanno conducendo. Il comitato “Modena merita di più”, poche ore dopo, ha convocato un presidio chiedendo “una risposta forte”, perché di recente la città è stata eccessivamente esposta ad atti che non possono essere derubricati a casualità. Oltre all’attentato di sabato, infatti, nelle scorse settimane un sacerdote è stato accoltellato e una signora è stata falciata e uccisa da un’auto che sfrecciava con a bordo quattro nomadi.

