"I suoi articoli facevano impazzire la gente". Questo il ricordo commosso di Vittorio Feltri che oggi è intervenuto al convegno organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi presso la sala Zuccari del Senato in occasione del ventennale dalla scomparsa di Oriana Fallaci.
"Le diedi un pacchetto di sigarette al giornale, che era rimasta senza, e diventammo amici, così quando veniva in Italia veniva da me", ha raccontato Feltri ricordando che “lei decise di morire e scelse come ultima tappa casa mia...", Feltri, poi, ha aggiunto: "Un giorno mi invita al ristorante e mi regala un pacco, ho sbirciato e era una pelliccia di visone, ho pensato fosse una moda americana e la tengo a casa mia come un simbolo, ogni mattina la vedo e penso a lei, che forse mi ha voluto bene, anche se ero un direttore...". Il direttore, infine, ha lasciato spazio anche alle lacrime quando ha detto: "Prima che lei morisse fui ricoverato anche io e lei mi cercò, ma non riuscii a parlarle, ho provato un dolore enorme".
Fallaci è stata ricordata come donna libera e coraggiosa che fu capace di levarsi il velo davanti a Khomeyni e di schierarsi apertamente contro il fondamentalismo islamico. Ad aprire i lavori, dopo i saluti del senatore Marco Lombardo, è stato il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto che ha ricordato come "per lei la libertà non era un privilegio, ma un dovere morale". E ancora: “Comprese che l'Occidente poteva perdere se stesso per la debolezza delle proprie convinzioni, piuttosto che per la forza dei suoi nemici", ha concluso il presidente della Fondazione.
Presente all’evento anche il direttore del Tg La7 Enrico Mentana che ha l’ha descritta come “una guerrigliera della libertà su tutti fronti, contro la dittatura greca, contro le figure, che anche sul versante mediorientale in qualche modo minacciavano la libera convivenza". A proposito dell’11 settembre, invece, Mentana ha ricordato che Fallaci era New York e che
"quei due aerei sono i due cazzotti che vengono dati alla 'fine della storià e alla sicumera della vittoria dell'Occidente". Mentana non ha dubbi: "Il suo è il racconto di un momento terrificante ma decisivo della storia del nostro tempo", In conclusione, il direttore de La 7 ha detto: "Io non posso immaginare cosa scriverebbe oggi Oriana di Donald Trump, so cosa ha scritto dei suoi predecessori, so cosa ha detto dei suoi predecessori, ma la questione di fondo resta sempre la stessa: quello che a me piaceva di Oriana, di cui non condividevamo tutto, ma con cui ci confrontiamo, quello che mi piaceva è che lo spirito della libertà è l'unica formula è l'unica formula possibile per cercare di affrontare la vita".
Fiamma Nirenstein, invece, rivolgendosi ai giovani in Sala, ha detto: "Non pensiate che L'Oriana fosse posseduta da un demone, l'Oriana ha studiato parecchio, ha studiato con Bernard Lewis, ha studiato bene il Corano, ha capito molto bene da dove veniva questo desiderio di dominio del mondo, per cui c'è una 'Dar al-harb' si dice in arabo, ovvero c'è una 'terra della guerra,' che è la nostra, che deve essere conquistata dall'Islam”. E infine: "Lei divenne un'esperta del perché non si può fare un accordo con quel mondo", ha sentenziato Nirenstein. Ernesto Galli della Loggia si è soffermato sul giornalismo della Fallaci e sul fatto che "La 'rabbia e l'orgoglio’ fu accolto con grande riconoscimento, ma anche con un'ondata di sdegno per quanto aveva osato dire".
Il convegno si è chiuso tra le scintille tra Nirenstein e Mentana sulla Flotilla con il direttore del Tg La7 che ha detto:"Vedi, Fiamma, io lo dico a te come lo dico a chiunque, adesso il parafulmine è diventato Ben-Gvir, ma Ben-Gvir che cosa ha fatto ieri? Ha filmato, con un video, quello che stava comunque succedendo, non sono le sue risate che fanno indignare in quel video, è il trattamento delle persone, che è nei protocolli di azione delle forze israeliane". Nirenstein ha subito ribattuto: "Ma no, non è così, scusa, è proprio vero il contrario". Mentana, poi, ha replicato sottolineando che "ci sono le immagini". L'ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, seduto tra il pubblico, ha sbottato in segno di disseno dalle parole di Mentana: 'Ora basta, me ne vado...".

