Irlanda, richiedente asilo soffoca la compagna e va a Isanbul

Scritto il 11/07/2026
da Andrea Indini

I due si erano conosciuti a un raduno pro Pal. Ora l'uomo è ricercato in Turchia, Giordania e Siria

Un fantasma. Come era arrivato nel 2024, se ne è andato. Giorni fa, nel cuore della notte. Prima l'autobus da Killarney a Dublino, alle 3 del mattino. Poi l'aereo, un volo dall'Irlanda a Istanbul. E da qui più nulla. Potrebbe essere ancora in Turchia, ma la polizia sta indagando sui suoi contatti in Siria e in Giordania. Sospettano che prima di lasciare il Paese abbia ammazzato una donna, Jamey Carney, 43enne americana, madre di una ragazzina. Una scena del delitto drammatica, tanto che inizialmente gli agenti avevano ipotizzato che la donne fosse stata uccisa di botte. Poi, nelle ultime ore, l'anatomopatologo ha stabilito il decesso per soffocamento. Lui, il fantasma, aveva accesso all'appartamento della donna, un'americana che viveva in Irlanda ormai da anni. Avevano una relazione sentimentale, a provarla ci sarebbero diversi selfie postati sui social network.

Di lui, la stampa locale dice poco. Sappiamo il nome, Ahmed Al-Saqar, l'età, 28 anni, e il fatto che fosse un richiedente asilo che era arrivato due anni prima nel Paese, dopo aver vissuto nel Regno Unito, e che beneficiava della protezione sussidiaria. La polizia irlandese lo considera "persona d'interesse". Secondo la ricostruzione dell'Irish Independent, quando martedì scorso è stato trovato il cadavere, Al-Saqar era già atterrato a Istanbul e il giorno dopo le sue pagine social era state improvvisamente rese private. Tanto che ora, fa sapere una fonte all'Irish Mirror, "potrebbe semplicemente sparire" nel nulla. Inghiottito proprio oltre quei confini da cui era arrivato.

A dare l'allarme è stata la figlia della donna, una 13enne. Quando gli agenti sono arrivati, hanno trovato il corpo riverso sul letto e coperto da un lenzuolo. Pare che nell'appartamento di Muckross Road, a Killarney, Ahmed Al-Saqar fosse di casa anche se, come fa sapere l'Irish Mirror, "ufficialmente risiedeva in un centro per richiedenti asilo della città". Stando alla ricostruzione del New York Post, Jamey Carney lo aveva conosciuto durante un raduno a sostegno della Palestina che si era tenuto un anno e mezzo fa circa. La vittima, secondo quanto riportato, sarebbe stata infatti una sostenitrice della causa. Kefiah al collo e cortei di piazza. E poi fanno notare lo status contro l'agenzia statunitense Ice: "Fuck". Questo è bastato, in un momento già di forti tensioni, a riaprire il dibattito su immigrazione e accoglienza. E anche se, in un colloquio con l'Irish Examiner, la cugina di Jamey Carney abbia esortato a non leggere quanto accaduto con le lenti del pregiudizio ("Le persone cattive - ha detto - si trovano in ogni gruppo"), si fa fatica a non pensare a tutti quei problemi legati alla mancata integrazione degli stranieri che in questi anni sono arrivati, e che continuano ad arrivare, nel Vecchio Continente.