Dopo oltre 30 anni arrivano regole chiare e definite per i dispositivi presenti sulle nostre strade. Addio ai “vecchi” autovelox che in passato sono stati soltanto approvati, benvenuti a tutti quelli omologati. Diventa realtà, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto del Mit (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) che pone fine al caos.
Quali sono i numeri
Così, dalla mezzanotte di domenica 12 luglio 2026 rimarranno attivi sull’intero territorio nazionale 3.150 dispositivi mentre andranno in pensione 850 autovelox che non corrispondono più alle nuove norme tanto attese dagli automobilisti e da tutti coloro i quali hanno un mezzo di trasporto. A spiegarlo è una nota del Mit. “Alla luce delle nuove regole in vigore dalla mezzanotte di oggi riguardanti gli autovelox, si precisa che, allo stato attuale, i dispositivi attivi perché corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, in quanto il prototipo rientra nell’elenco di cui all’allegato B del decreto, sono circa 3150. Per i rimanenti dispositivi, circa 850 unità, i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo producendo la documentazione integrativa prevista nell’allegato tecnico A”.
Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha espresso soddisfazione. “L’obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità, senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini", conclude la nota del Mit.
Salvini: “Erano una tassa occulta”
Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha espresso soddisfazione. “L’obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità, senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini", conclude la nota del Mit. “Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti": lo ha scritto sui social il vicepremier Salvini commentando le imminenti novità sugli autovelox.
L’introduzione dell’omologazione
In un passaggio del provvedimento viene definita la "disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità". Come anticipato, da mezzanotte del 12 luglio 2026 non potranno più funzionare gli autovelox che nella loro vita hanno ricevuto soltanto l’approvazione, ma adesso entrano in vigore criteri precisi e definiti con l’omologazione. Ricordiamo che con l’ordinanza numero 10505 del 2024 (in avanti), la Cassazione ha ripetuto decine di volte che approvazione e omologazione non sono la stessa cosa.
Le nuove regole
Dunque, con il nuovo decreto e una calcolatrice alla mano, risultano già omologati sette dispositivi su dieci. D’ora in avanti le regole sono chiare e certificate: si va dalla taratura di ogni autovelox prima di poter essere impiegato a controlli rigidi da effettuare una volta l’anno. Ogni apparecchio dovrà avere una versione certificata. Se per qualsiasi ragione il certificato scade o il controllo non va a buon fine, il dispositivo va spento. Le fotografie scattate frontalmente il mezzo di trasporto saranno oscurate, in volto, così da non violare la privacy ma le novità riguardano anche i dati che saranno crittografati e firmati in modo digitale.
Una piccola parentesi per i 1.204 autovelox esclusi: non significa che fino a questo momento abbiano “lavorato male”, significa che fin quando non otterranno l’omologazione non potranno essere messi in funzione. Evidentemente, dunque, non hanno più i criteri richiesti per far rispettare il Codice stradale. Soltanto dopo appositi test potrà arrivare l’omologazione.
Dubbi e perplessità
Il comandante della polizia locale di Verona e referente Anci, Luigi Altamura, al Corriere auspica che, trovandoci “all’inizio dell’esodo estivo, speriamo che non passi il messaggio che si può correre. Il rischio è che spegnerli dove servono diventi un ‘liberi tutti’”. Saranno soprattutto alcuni “Tutor” che si trovano sulle autostrade ad essere spenti: non tutti, ovviamente, ma soltanto quelli di vecchia generazione che non rispecchiano i criteri che partiranno dalle ore 24 del 12 luglio 2026.
“Un decreto non può discostarsi dal Codice della strada, che è una legge: farlo significherebbe violare il principio di legalità e quello della prevalenza delle fonti di rango primario sui regolamenti e sugli atti amministrativi”, spiega al quotidiano Leonardo Ferrara, professore di Diritto amministrativo all’Università di Firenze. “Sul contenzioso non cambierà molto rispetto a oggi: le sanzioni resteranno illegittime e i giudici potrebbero continuare ad annullarle, applicando l’indirizzo della Cassazione”.