Chiamateli pure i sottovalutati. Poco glamour e quindi non così tanto appetibili agli occhi di tifosi e opinione pubblica. Questa la loro colpa principale. Tanto da essere messi in discussione. Eppure i risultati sarebbero dalla loro parte e indurrebbero a una riconferma in panchina quasi scontata per la prossima stagione. Condizionale d'obbligo, visto che in realtà il loro futuro appare decisamente in bilico.
A capitanare il team degli allenatori a rischio - nonostante un percorso virtuoso - c'è Paolo Vanoli, che aveva accettato la chiamata della Fiorentina a novembre, quando la Viola era ultima in classifica. Con al timone il tecnico varesino la situazione è mutata radicalmente. Merito di un ruolino di marcia da zona Europa: 37 punti fatti in 27 giornate che varrebbero il settimo posto in classifica. Con in più la ciliegina sulla torta del successo corsaro sul campo della Juve, che con tutta probabilità costerà la Champions all'eterna rivale. Mica male. Eppure sulle sponde dell'Arno appaiono tentati dal puntare su Fabio Grosso per la prossima stagione. Il Campione del Mondo 2006 ha fatto cose eccellenti a Sassuolo e sarebbe un'ottima pescata, ma anche Vanoli meriterebbe fiducia e di poter proseguire alla guida della Viola.
Stessa cosa per un altro subentrato: quel Roberto D'Aversa che ha rianimato un Toro che stava precipitando verso la Serie B. Grazie al lavoro dell'allenatore pescarese sono arrivati 17 punti in 10 gare: un bottino di tutto rispetto che però potrebbe non bastare per proseguire in granata. Un peccato. Da monitorare pure la situazione di Carlos Cuesta a Parma. La salvezza centrata con due mesi d'anticipo e gli exploit contro Milan (battuto a San Siro) e Napoli (doppio pareggio) rischiano di non essere sufficienti a proseguire insieme. Il motivo sarebbe rintracciabile in un gioco considerato troppo sparagnino e poco spettacolare. Un peccato. A soli 30 anni e al debutto da allenatore lo spagnolo meriterebbe maggior considerazione e la conferma automatica. Senza troppe riflessioni da fare. Quando i risultati brillanti non bastano più, è proprio il caso di dirlo. Incredibile ma vero.