"I ragazzi devono crescere senza pressioni. Ma vedo tecnici esultare come in Champions"

Scritto il 05/04/2026
da Marco Lombardo

L'ex nerazzurro, Danilo D'Ambrosio: "Contano solo i soldi anche nei settori giovanili"

Dopo 312 partite in A (e 26 gol) la nuova impresa di Danilo D'Ambrosio si chiama Vidall, una società aperta con il socio Massimo Mineo che investe in startup tecnologiche. "I valori per la scelta sono lavoro, sacrificio, meritocrazia", quelli che lo hanno portato a vincere uno scudetto con l'Inter. E per questo ha anche avviato un progetto che sta portando avanti nelle giovanili nerazzurre: "Diamo lezioni di educazione finanziaria, piuttosto che di uso consapevole dell'online".

Lavoro, sacrificio e meritocrazia nel nostro calcio sono parole perdute.

"Parlo anche da padre: quando i miei figli hanno cominciato a giocare, la domenica alle partite li portava mia moglie. Mi raccontava certe cose e pensavo che esagerasse: ora ci vado io e posso dire che è ancora peggio".

Per esempio?

"Aldilà dei genitori, vedi allenatori che esultano ai gol come se fossero in Champions. Molti tecnici non pensano più al bene dei ragazzi, ma a far carriera".

Ancora fuori dai Mondiali. Da dove si riparte?

"Dalle basi: la crisi è sui valori fondamentali. E dal merito: i ragazzi non crescono in ambienti sani, trasparenti, dove chi lavora meglio viene premiato. Contano solo i soldi: il talento si perde e i giovani non imparano il valore dell'impegno".

Si dice: manca il calcio dell'oratorio.

"Vero, nel senso che una volta si imparava ad aspettare, a rispettare i tempi, a stare in gruppo. Oggi tutto è più rapido e organizzato, ma si perde la parte umana e formativa".

Quindi il problema non è solo che i ragazzi giocano meno.

"I bambini devono tornare a divertirsi, soprattutto a sbagliare e a imparare senza la pressione continua del risultato. E in questo conta molto la famiglia: il calcio non è solo campo, è presenza, accompagnamento. Si deve aiutare i ragazzi a vivere il percorso con equilibrio, invece si pretende tutto e subito".

Se Danilo D'Ambrosio fosse presidente Figc

"È come negli affari: punterei su una squadra di persone competenti che possono insegnare qualcosa a me e agli altri. Servono educatori, allenatori e dirigenti che amino davvero il calcio e i giovani. Se formi uomini e donne consapevoli, allora puoi anche formare calciatori migliori. Altrimenti restano solo atleti senza identità".