Gli immigrati integrati adesso si ribellano a maranza e criminali

Scritto il 11/07/2026
da Francesca Galici

Boom di video social degli stranieri perbene: "Voi delinquenti, gli italiani non sono razzisti"

I maranza, diventati sinonimo di stranieri violenti e non integrati, e gli immigrati che delinquono sono diventati un'emergenza sociale anche nel nostro Paese. Ma i primi a subire le conseguenze di questi comportamenti sono gli immigrati che in Italia lavorano, studiano e vivono seguendo le regole del Paese che hanno scelto e che li ha accolti. È da loro che sui social network è nato il nuovo trend "Gli italiani sono razzisti?". Un trend in cui difendono gli italiani da quest'accusa infamante, che troppo spesso piove anche da una certa sinistra. "C'è chi viene nel nostro Paese per lavorare e rispettare le regole, e chi invece no. E spesso sono proprio gli immigrati onesti i primi a condannare chi sceglie di delinquere. Noi stiamo dalla loro parte e da quella dei cittadini perbene. Gli altri possono tornarsene a casa", ha dichiarato Matteo Salvini commentando il caso della donna straniera molestata da un gruppo di maranza, che non si è tirata indietro dal dare loro una lezione.

"In Egitto non glielo avrebbero permesso e questa cosa mi fa incazzare. Perché dopo ci lamentiamo, e molti stranieri si lamentano, che gli italiani sono razzisti", ha spiegato un ragazzo somalo sui social riferendosi ai maranza del Colosseo. "Ma non è razzismo: è gente che si è rotta il c" e, purtroppo, "per gente di m come quelli là, subiscono le conseguenze anche persone come me, che andiamo a lavorare, gente onesta che è venuta in Italia per cercare un'opportunità", ha aggiunto. Ma lui, che proprio su questo tema è molto attivo sui social, ha saputo dare uno schiaffo morale anche a quanti, per una supposta inclusione, vorrebbero cancellare la cultura di questo Paese, nascondere il Tricolore e togliere tutti i crocifissi, perché, dice, "io sono straniero, io sono musulmano" e "mi piace un botto vedere i ragazzi orgogliosi di essere italiani, di essere quello che sono". Quando "vedo le persone anziane che tengono la bandiera italiana sul balcone è una cosa bella da vedere", ha spiegato. Per questo "se io vado in una classe e c'è il crocefisso non mi deve dare noia o perché lo tocco divento cristiano: bisogna dare rispetto a tutti. Bisogna dare rispetto alla bandiera italiana, alla croce e a chi crede nella religione".

Anche una donna cubana, in Italia da oltre trent'anni, si è unita a questo coro in difesa degli italiani, scandendo a piena voce che "non sono razzisti". "Prima gli stranieri che venivano in Italia erano persone perbene, venivano qui a lavorare e a costruirsi una vita. Ma oggi la situazione è ben diversa e gli italiani ormai sono esasperati". Lo stesso dice Bedi, albanese, anche lui in Italia dagli anni Novanta: "Non ho mai incontrato un italiano razzista e sento sempre parlare di questo Paese che è razzista. Vivo qui da una vita e ho solo incontrato persone che mi hanno aiutato e che mi rispettano". Anzi, dice, "ho incontrato italiani che ne hanno piene le palle ma anche io ne ho piene le palle. Purtroppo le leggi non vengono rispettate, non vengono eseguite dai giudici: è per questo che ci sono tutti questi problemi".

A questo coro si unisce anche la voce di una donna cinese. "Gli italiani non sono razzisti. Perché non odiano i cinesi? Noi qui lavoriamo e non rompiamo i cog, invece da tanti Paesi vengono e non rispettano le leggi, fanno bordello. Per questo, tanti italiani odiano alcune persone di alcuni Paesi".