"L'asse Italia-India varrà 20 miliardi al 2029". È la premier Giorgia Meloni ad alzare l'asticella dell'interscambio economico tra i due Paesi che oggi vale 14 miliardi. Il punto di partenza della relazione commerciale tra Roma e Nuova Delhi che vede al centro, da anni, tante grandi aziende.
Storicamente, Piaggio, Brembo, Stellantis, Carraro, Leonardo, Ferrero. E nel futuro le protagoniste saranno anche le italiane che trattano di AI, Difesa, energia nucleare e materiali critici. Di fatto, ha sottolineato il premier indiano Narendra Modi, "le possibilità di collaborazione sono illimitate". Ma chi sono gli alfieri tricolore in India?
Nel complesso, ci sono oltre 800 aziende italiane presenti stabilmente in India, con circa 60.000 addetti e un fatturato aggregato vicino ai 12 miliardi di dollari. Tra quelle con la presenza industriale e commerciale più rilevante nel Paese ci sono Stellantis, che ha attività ingegneristiche e industriali in India, soprattutto tramite i marchi Jeep e Citroën e centri di sviluppo software e automotive. E Piaggio che è presente dal 1948 e produce veicoli commerciali e scooter tramite Piaggio Vehicles Pvt con un grande polo produttivo a Baramati (Maharashtra).
Brembo ha poi stabilimenti a Pune e Chennai per sistemi frenanti motociclistici; Carraro, per il quale il mercato indiano vale un terzo dei ricavi (circa 220 milioni di euro su 750 milioni), impiega circa 2.000 persone in India ed è quotata anche alla Borsa di Mumbai.
In pole anche Saipem, ma anche Webuild, Luxottica e Leonardo. Quest'ultima sta rafforzando partnership industriali nella difesa e nell'aerospazio, inclusi accordi con gruppi indiani come Adani Defence.
Fuori dalla Borsa, spiccano Ferrero che ha impianti produttivi e una rete commerciale consolidata, ma anche Mapei che ha una forte presenza nell'edilizia e nei materiali per costruzioni. Italferr, società di ingegneria ferroviaria del gruppo Ferrovie dello Stato, è coinvolta in progetti ferroviari e alta velocità. L'India è poi un hub strategico manifatturiero per Bonfiglioli che produce riduttori e sistemi di automazione industriale.
Al contrario, invece, i big indiani in Italia sono Tata Motors che nel 2025 ha acquistato Iveco, Mahindra, Endurance Technology (componenti auto), Tcs (It consulting) e Sun Pharma (healthcare).
Tornando ai rapporti tra Italia e India, ieri sono stati siglati 7 accordi strategici. In particolare, i ministri delle Imprese e dell'Ambiente, Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin hanno firmato un memorandum of understanding con il ministero delle Miniere indiano per definire un quadro di cooperazione nel settore dei minerali critici. Le parti hanno poi scambiato la "Roadmap Italia- India nel campo delle industrie della difesa" insieme a una "Dichiarazione Congiunta d'Intenti sul rafforzamento della cooperazione bilaterale nel settore dell'industria della difesa". Al centro anche i collegamenti commerciali, e la cooperazione sui trasporti marittimi e i porti.