Salario giusto, le imprese formano un fronte comune

Scritto il 11/07/2026
da Gian Maria De Francesco

Un passo decisivo per rafforzare la contrattazione di qualità indicata dal governo

Un passo avanti per mettere ordine nel mercato del lavoro e rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva. È questo il significato dell'accordo sottoscritto da quattordici associazioni datoriali che hanno deciso di definire criteri comuni per misurare la rappresentanza delle imprese, aumentare la trasparenza dei contratti nazionali e individuare il riferimento per il cosiddetto «salario giusto», uno dei pilastri del decreto Lavoro. A firmare l'intesa sono state Agci, Ania, Casartigiani, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria (in foto il presidente Emanuele Orsini), Confservizi e Legacoop.

L'accordo stabilisce i criteri per individuare le organizzazioni datoriali maggiormente rappresentative sia ai fini istituzionali sia nell'ambito della contrattazione collettiva. Tra gli elementi considerati ci sono la presenza storica e continuativa nelle relazioni industriali, la partecipazione agli organismi europei di rappresentanza, l'esistenza di strumenti di welfare contrattuale e un parametro quantitativo legato alla diffusione dei contratti applicati ai lavoratori.

Il punto centrale riguarda la definizione del trattamento economico complessivo (Tec) da assumere come riferimento per garantire condizioni adeguate ai lavoratori. L'intesa chiarisce che il contratto collettivo individuato non determina un'applicazione automatica e generalizzata, ma rappresenta il parametro per valutare la qualità economica e normativa del rapporto di lavoro. Un'impresa potrà quindi applicare un diverso contratto di settore, purché assicuri ai dipendenti trattamenti equivalenti. Viene inoltre ribadito il contrasto al dumping contrattuale: le associazioni firmatarie si impegnano a evitare

l'estensione artificiale dei perimetri dei contratti nazionali a settori o attività non realmente rappresentati dagli enti sottoscrittori. Per vigilare sul rispetto dei principi dell'accordo sarà istituito un organismo di monitoraggio incaricato di segnalare eventuali comportamenti non conformi.

Per Confindustria si tratta del primo tassello di un percorso destinato a cambiare il sistema delle relazioni industriali italiane, attraverso un quadro di regole certe e condivise. L'intesa completa il percorso già avviato negli anni scorsi sulla misurazione della rappresentanza sindacale e apre una nuova fase nei rapporti tra imprese e lavoratori. «È una vittoria del dialogo e della responsabilità condivisa», ha sottolineato Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio con delega alla Contrattazione, definendo l'accordo un passaggio di grande rilievo per il sistema delle relazioni sindacali.