Meloni a Niscemi: "In Cdm 150 milioni per la sicurezza del territorio e gli indennizzi"

Scritto il 21/05/2026
da Redazione web

La premier in visita con il capo della Protezione civile Ciciliano: "Stiamo facendo la differenza rispetto al 1997"

Per la terza volta a sorpresa la premier Giorgia Meloni vola a Niscemi, accompagnata dal capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano. E in una riunione con sindaco, assessori e consiglieri comunali la premier rivendica la velocità dell'azione del governo "nel mettere a terra le risorse" stanziate con il decreto legge di febbraio. IL Consiglio dei ministri è infatti pronto a "licenziare due programmi, ciascuno di 75 milioni: il primo - spiega - per la messa in sicurezza del territorio, il secondo per gli indennizzi ai proprietari di case" dell'area colpita dalla frana che ha sconvolto il comune nisseno. "Stiamo facendo la differenza rispetto al 1997 quando gli interventi non vennero programmati e ancora oggi addirittura stiamo pagando gli indennizzi - sottolinea Meloni -. Le cose possono cambiare, non siamo eternamente destinati a rivivere gli errori del passato, non c'è niente che dobbiamo dare per scontato. Io sono venuta qui la prima volta il 28 gennaio sono tornata il 26 febbraio avevo promesso che qui non si sarebbe ripetuta la vergogna insostenibile di risarcimenti arrivati dopo decenni", come dopo la frana del 1997. Uno dei due programmi da 75 milioni di euro "riguarda la messa in sicurezza del territorio", dice ancora Meloni, ed è stato "predisposto dal prefetto Ciciliano sulla base dell'analisi scientifica che è stata condotta dal dipartimento della Protezione Civile".

È stato fatto, evidenzia la premier, "un lavoro molto complesso per studiare la frana in tutti i suoi aspetti, individuando tre diversi corpi di frana che, incredibile a dirsi, si sono mossi insieme, cioè nello stesso momento, ma separatamente l'uno rispetto all'altro. Quindi una situazione che ha chiaramente una complessità tecnica e geologica enorme che non può essere affrontata con interventi localizzati, ma ha bisogno di misure che siano generali e strutturali". Oltre alla messa in sicurezza del territorio, il governo è pronto a varare il programma per riconoscere i contributi ai proprietari di immobili che sono crollati o che sono stati sgomberati e dichiarati inagibili e non possono essere ristrutturati o ricostruiti".

I fondi "possono essere utilizzati per comprare una casa già esistente, acquistare un'area edificabile e realizzare una nuova abitazione in zona idonea a Niscemi o nei comuni limitrofi, ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili che sono già nelle disponibilità di chi ha diritto al contributo", spiega la premier spiegando la distribuzione dei 150 milioni stanziati con il decreto legge di fine febbraio. "Questo programma prevede uno stanziamento di 75 milioni di euro, al momento la stima che abbiamo dei contributi è di poco più di 50 milioni di euro mentre il resto sarà utilizzato per completare le demolizioni degli edifici crollati o inagibili. Parliamo di una stima perché il definitivo si farà a valle di tutte le istruttorie". Anche se "non c'è stato un terremoto - aggiunge - vogliamo gestire le macerie come se ci fosse stato, con tecniche moderne e attenzione al territorio". E nell'ambito dell'inchiesta sulla frana di Niscemi oggi in procura a Gela è stato convocato per essere interrogato l'ex presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta che è indagato per disastro colposo e danneggiamento insieme agli ex presidenti della Regione, Raffaele Lombardo, Nello Musumeci e l'attuale governatore Renato Schifani oltre a dirigenti e tecnici regionali. L'ex governatore si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha presentato una serie di documenti dicendosi disponibile a farsi sentire quando i magistrati li avranno esaminati.