Minority Report all'italiana

Scritto il 11/07/2026
da Tommaso Cerno

Benvenuti nel «Minority Report» all'italiana, dove al posto di Agatha e dei suoi fratelli immersi nella vasca, abbiamo i protagonisti dell'attentato che ha lasciato senza parole gli italiani, ovvero la bomba di fronte casa di Sigfrido Ranucci. Il problema è che la storia è diventata come quella del film di Spielberg, dove la polizia riesce a impedire i delitti arrestando i colpevoli prima che li compiano, grazie a dei veggenti. Il capitano John Anderton, stavolta, ha il volto di Sigfrido. Ma il cortocircuito è servito: le repliche di Report vengono sospese, non per ciò che è stato trasmesso, ma per quello che la Procura lascia intendere possa accadere.

E cioè che Valter Lavitola e il conduttore, la strana coppia, fossero in qualche modo i protagonisti di quello che sembra sempre più uno strano gioco delle parti. Escluse le piste mafiose troppo nobili per questa tragicommedia ci si è tuffati nel fango di un'amicizia pericolosa. Il mandante? Valter Lavitola, l'eterno convitato di pietra delle spy-story de noantri. E così lui, Ranucci, il vaticinatore che scovava i colpevoli guardando nelle palle di vetro del giornalismo d'inchiesta, finisce oggi intrappolato in un vaticinio che lo riguarda: lo stop alle repliche di Report, nel dubbio da «Minority Report» che la prossima inchiesta potrebbe riguardare il loro legame e ciò che ancora nessuno ha spiegato. Un paradosso perfetto: l'uomo che voleva svelare le trame altrui è diventato la trama. Resta da capire se i Precog più pericolosi oggi siano i dirigenti di viale Mazzini che prevedono guai o quel conduttore indefesso che nei guai potrebbe finirci da solo.