Il 20 maggio, il Comando Meridionale degli Stati Uniti (Southcom) ha annunciato l'ingresso nel Mar dei Caraibi del gruppo d'attacco della portaerei Uss “Nimitz”, prima unità dell'omonima classe. La formazione schierata dalla U.S. Navy comprende la portaerei con a bordo il Carrier Air Wing 17, il cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke Uss “Gridley” e la nave da rifornimento d'altura Usns “Patuxent”, segnando la prima presenza di una portaerei statunitense di rilievo nei Caraibi dalle operazioni legate al Venezuela all'inizio del 2026.
Lo schieramento ha fatto seguito alla partenza della “Nimitz” da Bremerton (Washington) il 7 marzo 2026, durante quella che dovrebbe essere la sua ultima traversata operativa verso Norfolk (Virginia) prima delle previste procedure di disattivazione e di riduzione del combustibile del reattore. Prima di entrare nelle acque caraibiche, il gruppo d'attacco della portaerei ha completato attività navali bilaterali con Brasile e Argentina nell'ambito dell'esercitazione Southern Seas 2026, in particolare si è trovato nelle acque brasiliane intorno all'11 maggio.
100mila tonnellate di diplomazia
Sebbene il dispiegamento fosse stato pianificato in anticipo, con le esercitazioni Southern Seas 2026 che prevedevano operazioni anche nei Caraibi, la sincronizzazione tra la narrazione della Casa Bianca su Cuba, applicazione di nuove sanzioni, e soprattutto escalation delle attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione ha trasformato la missione della portaerei in un segnale coercitivo strategico diretto a L'Avana e, secondariamente, a Caracas.
Le portaerei di questo tipo possono trasportare sino a 90 velivoli che vanno a comporre lo stormo aereo imbarcato, e la “Nimitz” in questa missione ha a bordo lo squadrone d'attacco VFA-22 e il VFA-94 che volano con gli F/A-18F, il VFA- 137 e il VFA-146 con gli F/A-18E, lo squadrone da guerra elettronica VAQ-139 con gli EA-18G, più velivoli da trasporto C-2 e da Early Warning E-2D rispettivamente del VRC-40 e del VAW-121. A bordo ci sono anche due gruppi di elicotteri: l'HSC-6 con MH-60S da trasporto speciale e ricerca e soccorso e l'HSM-73 con MH-60R per la lotta antisom.
La “Nimitz” ha circumnavigato il Sud America diretta in Virginia, e sebbene sia avviata alla fine della sua carriera, la marina statunitense ha recentemente annunciato che ne estenderà la vita operativa di 10 mesi, mantenendola in servizio fino al 2027, come riportato da USNI News.
Durante il suo viaggio, alla fine di aprile, sulla portaerei è stato testato con successo il sistema laser ad alta energia pallettizzato Locust LWS, che ha tracciato, ingaggiato e neutralizzato diversi droni bersaglio, segnando un importante traguardo verso l'impiego di capacità operative di energia diretta in tutti i domini e su tutte le piattaforme.
Marines già presenti in aerea
Tra le forze navali statunitensi presenti nella regione, in questo momento, c'è anche il gruppo d'assalto anfibio formato dalla LHD “Iwo Jima” e dalla LPD “Fort Lauderdale”, che trasportano il 22esimo MEU (Marine Expeditionary Unit) composto dallo Squadrone di Elicotteri 263 (rinforzato), dal Battaglione di Supporto Logistico 26 e dal Battaglione di Sbarco del Terzo Battaglione, Sesto Reggimento dei Marines. Sono presenti anche l'incrociatore lanciamissili Uss “Lake Erie” della classe Ticonderoga e la Littoral Combat Ship Uss “Billings”.
Gli Stati Uniti stanno quindi rapidamente aumentando la pressione diplomatica e militare su Cuba facendo presagire una possibile azione per il sovvertimento del regime di L'Avana: oltre alle speculazioni sulla presenza di droni kamikaze nell'isola, che per il momento non trova fondamento, l'esecutivo Usa ha anche lamentato la presenza a Cuba di stazioni di intelligence cinesi vicino alla capitale e alla città di Bejucal. Pertanto, la formazione navale schierata rappresentava una notevole concentrazione di capacità di sorveglianza, guerra elettronica, difesa aerea e attacco.
La “Nimitz” ha un dislocamento di circa 100mila tonnellate a pieno carico, misura 332,8 metri di lunghezza ed è spinta da due reattori nucleari Westinghouse A4W che generano circa 260mila cavalli vapore attraverso quattro alberi e turbine a vapore. La velocità massima supera i 31 nodi, mentre l'autonomia operativa si estende per decenni tra i cicli di rifornimento del reattore.
La nave è entrata in servizio nel 1975 ed in questo momento è la più vecchia portaerei in servizio nella marina statunitense. La storia operativa della portaerei si estende per cinque decenni e comprende dispiegamenti nell'Oceano Pacifico, nell'Oceano Indiano, in Medio Oriente e nel Mediterraneo. La portaerei ha partecipato alla risposta alla crisi degli ostaggi in Iran tra il 1979 e il 1980, ha supportato l'Operazione Desert Storm nel 1991 e in seguito ha contribuito alle operazioni di combattimento legate all'Afghanistan e all'Iraq dopo il 2001.
Il Carrier Strike Group 11, incentrato sulla Nimitz, ha storicamente incluso gli incrociatori lanciamissili “Lake Erie” e “Princeton” e i cacciatorpediniere del Destroyer Squadron 9. Il suo ritiro dal servizio è previsto a marzo del 2027, in concomitanza col supposto arrivo della nuova portaerei di classe Ford Uss “John F. Kennedy”.