Il D-Day di Stellantis è arrivato. Oggi si conosceranno i piani di attacco e le strategie produttive globali di Stellantis. Una certezza si è avuta proprio a ridosso dell'Investor day: sono cinesi due pilastri, in attesa di altre novità, su cui si reggerà il futuro del gruppo. Si tratta di Leapmotor e di Dongfeng. Quest'ultima conosce molto bene la realtà del lato francese di Stellantis avendo contribuito, anni fa, a mantenere in vita l'ex Psa. E se ai primi il ceo Antonio Filosa ha aperto le porte della Spagna, attraverso gli impianti di Saragozza e Madrid, con i secondi, già coinvolti in un accordo per produrre Jeep e Peugeot sotto la Grande muraglia, ecco l'avvio di una joint venture con sede in Europa per vendita, distribuzione, produzione, acquisti e ingegneria di veicoli a nuova energia (Nev) del colosso cinese. Focus iniziale su mercati selezionati in Europa. Nel dettaglio, i due gruppi intendono costituire una nuova joint venture, con sede nel Vecchio continente, guidata da Stellantis (51%). La nuova entità gestirebbe le vendite e la distribuzione dei veicoli Nev premium a marchio Voyah di Dongfeng, facendo leva sulla rete e sulle competenze post-vendita di Stellantis.
Ancora deluse le attese su possibili investimenti relativi a Cassino, il sito italiano più in difficoltà e per il quale si era ipotizzato un interesse da parte di Dongfeng. Sorridono, invece, i francesi visto che i due partner prevedono la potenziale produzione di queste vetture green nella fabbrica di Rennes, ovviamente in linea con i requisiti del made in Europe. Le stesse regole che saranno centrali nel 2028 quando, a Pomigliano, nascerà il piano E-car annunciato da Filosa. In proposito, oggi si dovrebbe conoscere il costruttore che si alleerà con Stellantis soprattutto per quanto concerne la parte elettrica. «Su Cassino - commenta Ferdinando Uliano (Fim) - sono ancora in corso valutazioni. Dal gruppo ci aspettiamo chiarezza nelle prossime settimane. E non oltre».
«Questo nuovo capitolo - spiega Filosa, riferendosi a Dongfeng - consentirà di offrire una gamma ancora più ampia di prodotti a prezzi competitivi, valorizzando la presenza globale di Stellantis e l'accesso all'avanzato ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia».
Ma non è tutto. Stellantis sta infatti valutando l'opportunità di una collaborazione con Jaguar-Land Rover, realtà britannica controllata dall'indiana Tata Motors, allo scopo di sviluppare prodotti negli Usa. «Le partnership non sono una scorciatoia, ma un elemento strategico - precisa Antonella Bruno (Stellantis Italia) - soprattutto in questo momento. Il contesto è globale e la crescita tecnologica è continua». In ripresa, ieri, il titolo Stellantis: +1,3% a 6,44 euro.